Domande e Risposte sul dimagrimento

Introducendo troppi liquidi nella mia alimentazione rischio di “gonfiare”?
Il “gonfiore” dello stomaco dipende da quello che bevi. Nel caso di bevande addizionate di zuccheri raffinati e gas, nel caso di birra e alcolici in generale le probabilità di gonfiori aumenteranno. Diverso se si va a parlare di succhi di frutta non zuccherati, acqua o bevande dietetiche. In questo caso non correrai alcun rischio ed al contrario apporterai un elemento preziosissimo al tuo organismo: l’acqua.

Da oggi incomincio a saltare la colazione, e se mi è possibile anche il pranzo.
No, questo è il peggiore dei modi per incominciare una dieta. Il consiglio dei nostri esperti è di, assolutamente, non saltare i pasti ed anzi, inserire all’interno della giornata dei piccoli spuntini tra le pause pasto canoniche. E’ meglio mangiare con regolarità e frequenza, piccoli pasti ridotti nell’apporto calorico che vanno ad offrire. Sia per prevenire gli attacchi di fame che inficiano il nostro lavoro di mesi e per tutta una serie di motivi, che se proverai ad interpellare i nostri esperti andrai a conoscere.

Per dimagrire quale tipo di esercizio fisico è più indicato?
Tutti gli esercizi di tipo aerobico, come cyclette, step e corsa leggera vanno molto bene.
Praticandolo con quotidianità si avranno i maggiori benefici. Consigliamo per questo sedute da circa 30 minuti per due/tre volte alla settimana. Non conviene utilizzare pesi (esercizio anaerobico) per bruciare i grassi in eccesso, in quanto questi esercizi hanno come prerogativa la tonificazione e il rassodamento dei muscoli.

Quanto tempo ci vuole perché incominci a notare i primi segni di dimagrimento?
Questa è una domanda complicata. Il dimagrimento viene influito da una vasta scelta di variabili. Il vostro metabolismo, lo stile di vita, il vostro fisico, il tipo di dieta adottata, l’esercizio fisico e non solo! Insomma, dedicando tempo all’esercizio fisico (ma non delle semplici camminate o una piccola corsa in bicicletta) e ad un serio controllo dei grassi in eccesso nell’alimentazione da voi adottata, i risultati non tarderanno ad arrivare. Monitorando le vostre misure e pesandovi regolarmente i risultati non tarderanno ad arrivare.

Dieta o esercizio fisico? Cosa scegliere per dimagrire?

Premesso che entrambi insieme rappresentino il connubio ideale, se proprio si deve scegliere sicuramente la dieta è più importante dell’esercizio fisico, ovvero si riuscirà a dimagrire senza esercizio seguendo una dieta ipocalorica…ci vorrà più tempo e sicuramente un regime più ferreo.

Spesso però si arriva ad un punto oltre il quale non si riesce più a dimagrire e in quel caso l’attività fisica può essere veramente il fattore che fa la differenza. Al contrario, occorre fare attenzione ad un luogo comune, cioè quello di pensare che si può mangiare tutto quello che si vuole, tanto poi con una “corsetta” smaltisco tutto. Non è così semplice stabilire un equilibrio tra “entrate” ed “uscite” in questo modo.

Quanto ci vuole perchè veda qualche risultato?

Ma che domanda! Le variabili che influiscono sulla velocità di dimagrimento sono talmente tante che non si può rispondere. Per fare un esempio, prima tra tutte queste variabili la tipologia fisica, poi il metabolismo, lo stile di vita, l’intensità dell’esercizio fisico… e poi il tipo di dieta, l’età, il sesso, lo stress ecc…

Diciamo però che una buona dieta e cioè una dieta personalizzata ed un adeguato esercizio fisico se seguiti con costanza non possono tardare a dare risultati. Dopo 3-4 settimane dovrei cominciare ad avere soddisfazione.

Posso utilizzare la dieta che ha seguito la mia amica?

La risposta sarebbe “meglio di no” in quanto i risultati di un percorso di dimagrimento sono frutto di scelte fatte a seguito di valutazioni personalizzate; ogni organismo ha una reattività propria, oltre ad avere necessità diverse, metabolismo e caratteristiche fisiche che non possono essere assimilate a quelle di un’altra persona.

Tuttavia, se la nostra amica ha deciso di correggere la propria alimentazione seguendo un regime alimentare salutare e bilanciato, che elimini “cibi spazzatura” a favore di alimenti sani e ipocalorici, sarà meglio seguirne l’esempio! Non aspettiamoci però gli stessi risultati… e soprattutto se decidiamo di fare sul serio è consigliato rivolgersi a strutture che siano in grado di valutare di quale regime dietetico veramente necessitiamo.

Ci sono farmaci che possono aiutarmi a dimagrire?

Esistono farmaci, peraltro proibiti e pericolosi, che tendono a ridurre il senso della fame e che di conseguenza possono portare ad un calo ponderale; tali sostanze però non hanno alcuna utilità nei programmi di dimagrimento, in quanto alla sospensione delle stesse quasi sempre il calo ponderale ottenuto raramente viene conservato.

Ciò è imputabile al fatto che il dimagrimento ottenuto non è avvenuto a seguito di un mutamento metabolico, ma di un intervento esterno che riduce drasticamente la sensazione della fame e porta il soggetto ad abbassare notevolmente l’apporto calorico. Quando viene meno questo effetto si tornerà a mangiare normalmente e quindi a riprendere velocemente il peso perso.

L’uso di tali farmaci, sotto stretto controllo medico, si limita a casi particolari.

Sono grassa e non riesco a dimagrire. Posso avere una disfunzione?

Sono molto rari i casi in cui il sovrappeso sia realmente dovuto ad una disfunzione. La maggior parte delle persone è in sovrappeso perché conduce una vita troppo sedentaria e mangia male, troppo o tutte e due le cose; spesso non riesce a dimagrire perché non è costante nel seguire un programma, oppure non segue un regime adatto alle proprie necessità.

Non è da sottovalutare poi l’aspetto psicologico che il cibo viene ad avere, soprattutto nel mondo femminile, per cui spesso si mangia non per fame, ma per abitudine o per scaricare sul cibo le nostre frustrazioni, piccole o grandi che siano.

Tutte le volte che smetto una dieta, dopo poco riprendo tutti i kg persi e anche qualcuno in più… potrei sapere cosa sbaglio?

Un buon programma di dimagrimento deve prevedere non solo il raggiungimento del peso forma, ma anche la stabilità di tale risultato. Spesso si arriva all’obbiettivo dopo aver seguito diete estenuanti, con forti privazioni soprattutto quando si ha fretta… se a tale periodo non si fa seguire un corretto regime di mantenimento, che reintroduca gradualmente e in quantità moderate tutti gli alimenti, quello che si otterrà sarà sempre l’effetto YO-YO, ovvero tornando a mangiare normalmente e magari un po’ di più per compensare gli sforzi fatti l’organismo riacquisterà velocemente il peso perso. Ogni volta che torneremo ad iniziare una dieta sarà sempre più difficile, metabolicamente e soprattutto psicologicamente.

Meglio dunque seguire percorsi meno drastici, che ci impegneranno per tempi un po’ più lunghi e soprattutto cominciare a pensare che un regime alimentare salutare dovrà diventare uno stile di vita e non un periodo di sofferenza a termine!

Ho paura che dimagrendo mi si svuoti il seno. E’ possibile?

Il seno ha una componente adiposa rilevante; affinchè non si manifesti uno svuotamento che peraltro ne danneggerebbe l’aspetto estetico, occorre che il dimagrimento non sia troppo rapido e soprattutto che il programma dietetico seguito sia bilanciato dal punto di vista dell’apporto nutrizionale, riguardo soprattutto alla presenza dei grassi insaturi. Esercizio fisico mirato può aiutare a migliorare la tonicità del seno.

Sicuramente in soggetti con grave sovrappeso al dimagrimento seguirà anche una riduzione della misura del seno.

Fino a quanti Kg si possono perdere in un mese?

Non è semplice rispondere a questa domanda perché occorre considerare una serie di varianti prima di poter fare una stima. Naturalmente maggiori saranno i chili da perdere e maggiore sarà il calo iniziale, così come molto dipenderà da quanto sarà restrittiva la dieta.

Comunque, mediamente, il calo ponderale mensile dovrebbe aggirarsi intorno ai 3-4 Kg, cioè un calo medio settimanale di un Kg circa.

Mangio poco eppure non dimagrisco…

Mangiare troppo poco riesce a far dimagrire solo fino ad un certo punto; in tal modo infatti si induce un rallentamento del metabolismo e conseguentemente anche uno “stallo” nel calo ponderale, oltre ad un rallentamento dell’efficienza fisica… il risultato è una sensazione di stanchezza e affaticamento senza un corrispondente calo del peso.

Se mangio meno grassi, perdo più rapidamente peso?

In senso assoluto no, perché mangiare senza grassi non significa senza calorie. In un buon regime alimentare tutti i principi nutritivi dovrebbero essere quantitativamente e qualitativamente rappresentati. Si devono evitare i grassi nocivi, ovvero quelli saturi, i quali tendono ad alzare i livelli di colesterolo ed aumentare i rischi di malattie cardiovascolari, mentre particolarmente utili sono quelli insaturi, precursori di strutture organiche e sostanze importanti quali ormoni, vitamine, prostaglandine. Chiaramente se un grammo di grasso è in grado di fornire 9 Kcal contro le 4 Kcal dei carboidrati, riducendo i grassi tendenzialmente si riduce l’apporto calorico e dunque il peso.

Se ho i genitori grassi, sarò grasso anch’io?

La tendenza all’obesità non risponde alle regole della trasmissione ereditaria per cui la risposta è “non necessariamente”; si parla però di “familiarità” ovvero di una predisposizione al sovrappeso. Quindi figli di genitori obesi dovranno essere maggiormente controllati nell’alimentazione fin da molto piccoli.

Si può perdere peso in zone localizzate?

Argomento alquanto dibattuto, ancora oggi non trova un’unica risposta. Attraverso la correzione alimentare la risposta è no, esercizio fisico e trattamenti estetici mirati possono tuttavia cercare di stimolare il riassorbimento lipidico in determinate zone e migliorare decisamente l’armonia della figura.

Si precisa che l’accumulo di adipe in determinate zone è strettamente correlato con le caratteristiche fisiche del soggetto e pilotate dai livelli ormonali; ecco perché risulta così difficile intervenire in modo preciso.

Si sente parlare spesso di analisi corporea e di percentuale di grasso. Quale percentuale va bene per una donna?

L’analisi corporea che porta alla determinazione delle percentuali di massa magra rispetto alla massa grassa, sono uno dei metodi per valutare lo stato di forma della persona, anche se analisi molto più semplici, che tengano conto di valutazioni più immediate, come il rapporto altezza-peso in relazione ad età, costituzione fisica, struttura scheletrica ecc. possono essere altrettanto utili e di più immediata valenza.

Questo perché laddove ci sia un certo sovrappeso il calcolo della massa grassa diventa superfluo, mentre tale dato può diventare utile nel raggiungimento dello stato di forma, quindi su un fisico atletico che debba migliorare la performance oppure su un soggetto che abbia già ottenuto notevole calo ponderale.

Detto questo, in persone che non svolgano attività sportiva agonistica, la percentuale di grasso considerata giusta si dovrebbe aggirare intorno al 12% negli uomini e al 20% nelle donne; tali valori possono risultare alti perché la tendenza di oggi è quella di esasperare la magrezza prendendo ad esempio condizioni fisiche particolari e non proprie della gente comune. È importante sottolineare che,anche valori troppo bassi di grasso corporeo, specialmente nelle donne, possono comportare seri problemi al buon funzionamento dei sistemi ormonali, oltre a danni evidenti di tipo estetico, quali perdita del grasso del viso, del seno e generale svuotamento dei tessuti.

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