La cellulite

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La cellulite

Il nome scientifico dell’inestetismo che i “profani” chiamano – impropriamente – cellulite, è panniculopatia edemato-fibrosclerotica. Questo termine riassume uno stato non solo antiestetico ma anche invalidante dal punto di vista fisico e psicologico, e definisce con precisione i vari danni avvenuti ai tessuti colpiti.

La cellulite è un’alterazione infiammatoria del pannicolo adiposo presente nel tessuto cellulare sottocutaneo (ipoderma), costituito da lobuli adiposi (adipociti) delimitati tra loro da un traliccio di fibre pre-collagene, collagene ed elastiche.
Il tessuto connettivo tra le cellule adipose è irrorato da una ricca rete linfatica e capillare che ha il compito di favorire gli scambi nutritivi tra il sangue e i tessuti.
Quando tale rete vasale viene alterata per una qualsiasi causa, vi è dapprima un accumulo di liquidi nello spazio tra gli interstizi (edema). L’edema ostacola una corretta circolazione locale, provocando un aumento nel numero delle cellule connettive, con conseguente indurimento del tessuto (sclerosi). In un secondo tempo anche la parte più interna della cute, il “derma” che connette l’epidermide esterna all’ipoderma e che è ricca di strutture nervose, collagene e fibre elastiche, può venire alterata. Se non curata, la cellulite degenera in formazioni nodulari visibili alla superficie della cute, piuttosto dure e dolorose al tatto.

La cellulite è un problema che riguarda prevalentemente le donne. La regione più colpita è la fascia laterale alta delle cosce, in corrispondenza dell’estremità superiore del femore (zona trocanterica). Possono essere colpite anche le zone quali i glutei, la parte interna delle ginocchia e delle cosce, il terzo superiore della gamba, i polpacci, le caviglie e in alcuni casi anche il seno.
La cellulite si divide in quattro stadi, o gradi, a seconda dell’evoluzione dei sintomi che essa manifesta:

  • Nel PRIMO STADIO si assiste ad un’iniziale ritenzione di liquidi a carico del tessuto connettivo provocata dal rallentamento della microcircolazione locale. In questa fase inizia anche ad aumentare il volume degli adipociti. Il paziente non avverte alcun dolore, nemmeno dopo la palpazione.
  • Nel SECONDO STADIO le fibre collagene ed elastiche che circondano gli adipociti si moltiplicano e si induriscono, con conseguente formazione di tessuto fibrotico, simile a quello delle cicatrici (inizio del processo che porta alla sclerosi). In assenza di dolore, schiacciando la zona con un dito è possibile rilevare sella pelle un’impronta ben visibile. In queste prime fasi la superficie cutanea si presenta liscia, omogenea, di colorito normale, leggermente edematosa. Possono manifestarsi sintomi dovuti ad insufficienza circolatoria quali formicolio, pesantezza e crampi alle gambe, specie alla sera.
  • Nel TERZO STADIO il tessuto connettivo subisce un’ulteriore indurimento ed inizia ad inglobare in una morsa i lobuli adiposi, impedendo loro di ricevere una corretta irrorazione. Si rileva una notevole sofferenza da parte dei tessuti, con la formazione dei primi macronoduli i quali, a livello cutaneo superficiali, danno alla pelle il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”.
  • Nel QUARTO STADIO i lobuli adiposi vengono completamente incapsulati dal tessuto sclerotico in zone cellulitiche fibrose, isolate dal tessuto che le circonda. Tali noduli daranno origine in superficie a notevoli avvallamenti e protuberanze, che potranno sembrare palline dure, a volte grosse come una nocciola, ed estremamente dolorose. Questa è la forma di cellulite più difficile da curare ed indica uno stadio di evoluzione spesso irreversibile. Alla palpazione la cute appare lignea (dura) e dolorosa; quando sono colpiti caviglia e polpaccio, l’indurimento si rileva a partire da sopra il malleolo fino al polpaccio. Il più delle volte questo tipo di cellulite interessa la zona delle cosce, ma può anche manifestarsi in aree isolate. Nella regione del malleolo si può, a volte, notare un rigonfiamento dovuto all’edema; la cute risulta tesa come un palloncino, schiacciando si ha l’impressione di toccare una sostanza gelatinosa, e premendo con un dito rimane l’impronta per qualche secondo. Nella zona polpaccio e pretibiale spesso coesistono i quattro stadi. A livello della caviglia si può avvertire una differenza di pastosità sfiorando la superficie cutanea con le dita.

Il dolore è presente in modo costante solo nel terzo e quarto stadio, e può diventare acuto e persistente tanto da svegliare il paziente nel cuore della notte. In queste due ultime fasi l’elasticità cutanea diminuisce fino ad arrivare ad una perdita di tono notevole (flaccidità).
Capillari e vene varicose trovano un terreno più favorevole per evidenziarsi a livello cutaneo.
Si distinguono, inoltre, tre diverse tipologie di cellulite: EDEMATOSA, COMPATTA e FLACCIDA.

  • EDEMATOSA. È frequente nel primo e nel secondo stadio. La cute appare gonfia, più chiara, con possibili marezzature in alcune zone. Generalmente è accompagnata da insufficienza circolatoria.
  • COMPATTA. Può essere presente in tutti gli stadi, come conseguenza della cellulite edematosa. Al tatto risulta dura.
  • FLACCIDA (O MOLLE). Può svilupparsi come conseguenza della cellulite compatta. La lassità è riscontrabile quando il paziente si trova in piedi in posizione eretta. Pinzando la cute si riesce a sollevare la parte formando una piega notevole e rilasciando la stessa si noterà la cascata del tessuto. È facile trovarla in persone soggette a vita sedentaria che si sono sottoposte a vari regimi alimentare ipocalorici non bilanciati o con cali di peso troppo repentini.

La cellulite con un po’ di sacrificio la si può combattere.

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