L’80% delle donne è colpita da cellulite. Questo disturbo riguarda quasi esclusivamente il sesso femminile dopo l’adolescenza. Si ritiene che le cause principali dell’insorgenza e dell’aggravamento siano le seguenti:
FATTORI GENETICI. È possibile che esista una predisposizione genetica alla cellulite se la madre o la nonna soffrono di tale disturbo. È importante evitare altre cause che possano peggiorare un terreno già favorevole al ristagno dei liquidi che può in seguito degenerare in cellulite, evitando la vita sedentaria e un’alimentazione scorretta.
ESTROGENI. Gli ormoni femminili favoriscono l’accumulo di grasso e di liquidi nella zona delle natiche, dei fianchi e delle cosce. Qui in particolare, vi sono enzimi che rendono le cellule adipose capaci di inglobare una maggior quantità di grasso, in quanto la donna, per una eventuale gravidanza, dovrà poter disporre di una maggior riserva di energia.
PILLOLA ANTICONCEZIONALE. La quantità di estrogeni in essa contenuti può provocare l’insorgere della cellulite. I tessuti delle cosce appaiono maggiormente imbibiti di liquidi e, nel caso in cui ci sia un elevato apporto di calorie, hanno una maggiore probabilità di manifestare un aumento localizzato di tessuto adiposo e di cellulite.
VITA SEDENTARIA. La mancanza di moto ostacola un corretto reflusso circolatorio, provocando il ristagno dei liquidi nei punti critici. Un’eccessiva ingestione di cibo, inoltre, causa anche un aumento del tessuto adiposo. Questi tre fattori agiscono in sinergia favorendo nel tempo l’evidenziazione della scabrosità cutanea.
FUMO. Troppe sigarette influiscono negativamente sulla corretta ossigenazione dei tessuti. Di conseguenza è preferibile evitare non solo il fumo diretto, ma anche quello indiretto, dovuto alle sigarette fumate dagli altri. Le sostanze nocive vengono inalate e immesse nel flusso sanguigno, dove risultano irritanti soprattutto per i piccoli vasi capillari, nel tessuto cellulitico risultano sofferenti.
VINO. Provoca vasodilatazione e, di conseguenza, una maggiore facilitazione di imbizione dell’interstizio cellulare. Berne un bicchiere ogni tanto non fa male, ma oltre tre bicchieri al giorno aiutano a sviluppare il problema. Un grammo di vino contiene 7 calorie, quindi mezzo litro al giorno corrisponde all’assunzione, in equivalenti calorici, di un piatto di pastasciutta.
ABITI ADERENTI. Si sconsiglia di indossare jeans molto attillati, slip con elastico troppo stretto, body o guaine troppo fascianti, reggicalze e calze autoreggenti, in quanto impediscono un corretto reflusso sanguigno.
SCARPE CON TACCHI SUPERIORI AI QUATTRO CENTIMETRI. Un tacco troppo alto costringe a camminare in una posizione scorretta, con conseguente riduzione della circolazione locale.
SPORT FRENETICO. Aerobica e corsa sono sconsigliate nella cellulite di quarto stadio. L’acido lattico prodotto in seguito ad esercizio prolungato, viene drenato con maggiore difficoltà, a causa della già sofferente circolazione locale può peggiorare la situazione dei tessuti.
GRAVIDANZA. Durante la gestazione gli estrogeni, uniti ad un aumento eccessivo di peso (oltre i 12 chili), favoriscono un maggior accumulo di cellulite nelle zone delle cosce. Inoltre il feto, creando volume addominale, aumenta la pressione locale e ostacola il flusso dei vasi del piccolo bacino e di conseguenza tutti i rami che da essi dipartono. La circolazione sanguigna viene quindi rallentata e ciò ha come conseguenza gambe pesanti e gonfie.
SALE DA CUCINA. L’eccesso di sale (cloruro di sodio) predispone ad una maggiore ritenzione idrica, per cui si consiglia di limitarne l’assunzione. Se si soffre di pressione alta (ipertensione) bisognerà eliminarlo con cautela.
SUPER-ALCOLICI. Un eccesso di super-alcolici, oltre a causare un apporto calorico in sovrappiù, non fornisce sostanze nutritive essenziali, ed impegna eccessivamente i processi di smaltimento a carico del fegato, rendendo più laboriosa la digestione.
STITICHEZZA. Quando si soffre di stitichezza, le tossine prodotte dalle scorie del cibo rimangono più a lungo in circolo. Attraverso un’opportuna alimentazione è bene introdurre fibre al fine di aumentare la peristalsi intestinale e favorire così l’evacuazione.
FATTORI AGGRAVANTI. Oltre alle cause già menzionate, esistono altri fattori alla base della formazione della cellulite e dell’aggravarsi di alcuni stati ad essa correlati, connessi strettamente al ciclo femminile. Uno dei momenti in cui i problemi legati alla cellulite sembrano accentuarsi è la così detta SINDROME PREMESTRUALE. Essa consiste in una serie di disturbi sintomatici ed alterazioni dell’umore, ricorrenti mensilmente durante la fase luteinica terminale del ciclo mestruale, Il desiderio insaziabile di carboidrati o alimenti ricchi di grasso è un aspetto che compare in una minoranza nelle donne. La spiegazione di ciò non è completamente chiara; sembrerebbe coinvolto il metabolismo dell’ormone chiamato serotonina, e forse la stessa melatonina di cui ultimamente tanto si parla. Spesso le donne soggette a questa sindrome presentano anche depresssione ricorrente stagionale e un desiderio esasperato di carboidrati (season pattern bulimia); un leggero aumento dell’appetito è, quindi, da considerarsi normale, mentre una sensazione di “fame” incontrollabile è da ritenersi un problema da sottoporre all’attenzione del medico o dello psicologo.
Queste crisi fanno ingrassare se c’è un’ingestione di cibo, ma a volte in prossimità del ciclo mestruale si può pesare anche un chilo e mezzo in più a causa della ritenzione dei liquidi dovuta all’azione degli ormoni negli organi bersaglio (cosce e fianchi).
Durante il CICLO MESTRUALE possono inoltre rafforzarsi condizioni psicofisiche ricorrenti con una certa frequenza in donne che presentano problemi di cellulite e sovrappeso: la stanchezza e la depressione. Queste vengono ulteriormente accentuate in quei soggetti che soffrono di carenza di ferro. Le donne in età fertile possono facilmente andare incontro a tale carenza: con il ciclo perdono circa 13 mg al giorno del minerale, mentre gli altri giorni circa 5 mg come gli uomini. Un esame del sangue permette di valutare la presenza di ferro nel sangue (sideremia). La carenza di tale elemento determina stanchezza muscolare e psicologica, oltre a causare fragilità delle unghie e dei capelli.
Un altro momento in cui il sovrappeso è in agguato è la MENOPAUSA, il processo naturale in cui le ovaie gradualmente perdono la funzione di produrre estrogeni, gli ormoni sessuali femminili; può verificarsi tra i 45/50 anni, quando cessano le mestruazioni. In questa fase molte donne aumentano di peso in quanto, abbassandosi il metabolismo, il tessuto adiposo tende ad aumentare, e la pigrizia induce a fare meno attività fisica. Per alleviare i disturbi presenti in menopausa la terapia sostitutiva con ormoni ha notevoli vantaggi: diminuisce le vampate di calore, riduce l’atrofia vaginale, ha un effetto benefico sulla pelle, previene l’osteoporosi e l’infarto, migliora la memoria e la sessualità. L’assunzione di ormoni può causare una leggera ritenzione idrica, ma il fastidio può essere attenuato o eliminato con un’alimentazione ricca di frutta e verdura. L’aumento di peso può essere controllato con un regime alimentare equilibrato e un corretto esercizio fisico. Una dieta carente di proteine nobili del latte, della carne, del pesce e delle uova causerà un’insufficiente produzione di massa muscolare con conseguente tendenza alla pinguedine. Se si vuole seguire un’alimentazione vegetariana è consigliabile recarsi dallo specialista, per non correre il rischio di sottovalutare il giusto apporto di aminoacidi e vitamina B12. Tuta da ginnastica e scarpette da maratoneta manterranno un buon tono muscolare.
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